Il lavoro di sistematizzare i contenuti e realizzare questo luogo digitale è dedicato a Romano Màdera, mio mentore giunto all'improvviso quando ormai credevo che tutto fosse compiuto.

A cura di Claudia Spinnato

Questo sito web è un luogo dove tuffarsi e starci dentro componendo da sé letture, ascolti e percorsi, riprendendosi la dimensione di un tempo supremo, Kàiros.

In questo spazio digitale il tempo non è Chronos, quel che vi si guarda, si legge, si ascolta non è surclassato e soffocato da ciò che arriva fra un attimo.

L’invito a voi è di esplorarlo per provare a scoprire un luogo dove non è necessario stare in apnea sentendosi sopraffatti dal dover inseguire l’eterno presente.

Le immagini

Il leitmotiv è la sfera che riflette non il circostante ma ciò che nelle nostre profondità si compone stando nel pensiero di Romano.
Le immagini sono generate con l’intelligenza artificiale, ci gioco – con la stessa serietà con cui giocano i bambini – per non demonizzarla bensì utilizzarla per visualizzare l’immaginare altrimenti che ci è proprio e da cui poter partire per comporre nuovi mondi.

Sogno e spero in una costellazione di luoghi web così, di un tempo altro, che compongano un nuovo anche piccolo cielo in questa moltitudine del web e dei social.
Stare nelle cose, guardare la fisica che ci sta sotto. La postura si abitua, diventa un modo di stare nel mondo.
Per chi fosse interessato a questo approccio, tra questi un altro mio progetto è Intersecare Mondi e lì potrete leggere di me più in dettaglio.

Questo luogo web è una visione del mondo che nasce dalla mia necessità di comporre le infinite possibilità di stare dentro il pensiero di Romano, di seguirlo, non solo come evoluzione nel tempo, ma anche in modo trasversale tra i suoi temi fondanti.

Chiara Mirabelli nella introduzione a Una filosofia per l’anima, il libro di saggi di Romano che lei ha raccolto, cita Italo Calvino da Mondo scritto e mondo non scritto:

«Tradurre è il vero modo di leggere un testo.»

Ci devi stare dentro quel testo e trovare il modo di dirlo proprio come se fosse scritto in quell’altra lingua, non perdere le sfumature e non travisarle.

Anche scrivere per il web è un’altra lingua, completamente diversa che per un libro, un articolo.

Per dirvene qui, cerco Calvino su La Treccani online.

Ed ecco che trovo che dove parla del tradurre, anche lui si riflette in una sfera trasparente!

Nessi acausali, per me fondanti senso.

Sul Tradurre, ancora in Mondo scritto e mondo non scritto Calvino afferma:

Italo Calvino da La Treccani online - Màdera website

Per dirvene qui, cerco Calvino su La Treccani online.

Ed ecco che trovo che dove parla del tradurre, anche lui si riflette in una sfera trasparente!

Nessi acausali, per me fondanti senso.

Italo Calvino da La Treccani online - Màdera website

 Sul Tradurre, ancora in Mondo scritto e mondo non scritto Calvino afferma:

«Tradurre è un’arte: il passaggio di un testo letterario, qualsiasi sia il suo valore, in un’altra lingua richiede ogni volta un qualche miracolo.

Il traduttore letterario è colui che mette in gioco tutto sé stesso per tradurre l’intraducibile.»

Questa è la cura: anche io ho messo in gioco tutta me stessa per comporre questo luogo web compendio ma anche traduzione, perché altrimenti come potrebbe avvenire quella trasformazione che fa dell’analista il metodo?!

Ancora Calvino, all’inizio della Lettera al Direttore che costituisce il suo saggio Sul tradurre, parla della vocazione a diventare traduttore:

«(Serve quindi) quell’accanimento necessario per concentrarsi a scavare mesi e mesi sempre dentro quel tunnel, con uno scrupolo che ogni momento è sul punto d’allentarsi, con una facoltà di discernere che ogni momento è sul punto di deformarsi, di cedere ad andazzi, allucinazioni, stravolgimenti della memoria linguistica, con quel rovello di perfezione che deve diventare una sorta di metodica follia, e della follia ha le ineffabili dolcezze e la logorante disperazione.»

Ideare, comporre e realizzare questo sito web è stato proprio uno studio matto e disperatissimo che non mi ha permesso di fuoriuscirne finché non l’ho completato.
Non potevo fare altrimenti.
Per me stessa innanzitutto – Romano insegna che si parte sempre da sé anche quando pare che no – ma anche, sullo stesso piano, per gratitudine a Romano.

Per caso l’estate del 2020 ascoltai il podcast de La mistica selvaggia ad Uomini e Profeti. Scoprire che si può dire di un proprio ineffabile sentimento oceanico e di vedere il mondo in un granello di sabbia e che ci sono anche altri che lo fanno è stato fondante.

Un primo passo che – come dice Jodorowsky – non ti porta dove vuoi ma ti toglie da dove sei.

Una specie di miracolo da cui discende – con tutta la fatica e la bellezza di un cammino in corso – l’essere qui a dirvi di questo luogo web.

Un luogo dove risuonare fra simili.

Ho invitato una mia cara amica che conosce bene il pensiero di Romano, a navigarlo in anteprima e mi ha scritto che è forte, in un modo particolare, così:

«Tutti quei fiori…

Quei fiori così forti negli occhi

fin quasi a spaccarli…»

Giorgio Caproni, Res amissa

Benvenuti!