Cura
Cura
per sé e per il mondo
Cura
per sé e per il mondo
«Questo è allora per me il compito centrale ed essenziale della cura, di ogni tipo di cura: la formazione dei curatori che significa, prima di tutto, migliorare il grado di consapevolezza che possono raggiungere e la disposizione a prendere posizione, a impegnarsi per agire sul e nel contesto, disposizione che possono coltivare arrivando, idealmente, a considerarsi e sentirsi parte viva e agente dell’intero.
È questo che intendo quando dico: modo di vivere filosofico e/o spirituale.
E che filosofia e spiritualità siano da sempre, pur con accentuazioni e persino contenuti molto diversi, modi di curare-trasformare lo stile di vita delle comunità e dei singoli, è una traccia di un correttivo che ogni forma di comunità umana ha inteso in qualche modo istituire e conservare, quali che siano state le infinite variazioni che ogni cultura e ogni epoca hanno necessariamente apportato a questa generale ricerca e direzione di senso, di orientamento.
Questa cura è più urgente che mai, proprio perché sono le grandi agenzie di senso – religiose, formative, politiche – a doversi misurare con una crisi di impotenza di dimensioni inaudite.»
Nicole Janigro, Romano Màdera
Cura
per sé e per il mondo
Editrice Bibliografica, 2023
Questo agile saggio, scritto a quattro mani, intende proporsi come un dialogo a due voci, un confronto aperto, una sollecitazione ricca di stimoli su una parola quanto mai attuale ma purtroppo anche abusata quale cura.
Sembra che tutto sia cura e tutto vada curato. Ma quali sono i fondamentali del prendersi cura? Da sempre cura significa esercitare attenzione anche a ciò che appare casuale o addirittura secondario, assumersi rischi e nutrire fiducia.
Proprio perché nella cura e nell’educazione sta la radice per un discorso serio e consapevole sull’umano dalla prima infanzia alla fine della vita, ogni sapere – scientifico e umanistico – è convocato a cooperare in una prospettiva transdisciplinare per definire un percorso verso un concetto di cura più consapevole e maturo.
Incontri con gli autori
La cura in dialogo
La cura come bene comune
CCP - Centro Culturale Protestante di Milano in collaborazione con VIDAS e Editrice Bibliografica, 10 aprile 2025
- guarda l'incontro
La cura come bene comune
CCP - Centro Culturale Protestante di Milano in collaborazione con VIDAS e Editrice Bibliografica, 10 aprile 2025
- guarda l'incontro
La cura come bene comune - La cura in dialogo
La psicoanalista Nicole Janigro e il filosofo Romano Màdera offriranno prospettive inedite per comprendere come la cura debba essere essa stessa “curata”: sottratta alla retorica e restituita alla sua complessità.
Introduce lo scrittore e giornalista Giampiero Comolli. Modera Giovanni Gondoni.
Recensioni
Moreno Montanari: Recensione
Rivista di Psicologia Analitica, RPA 108/2024
Rivista di Psicologia Analitica, RPA 108/2024
Moreno Montanari
Recensione
Come spesso capita a concetti che conoscono una fortunata ed improvvisa notorietà, anche la cura, oggi praticamente applicata ad ogni settore – dalla finanza alla cosmesi, dal- l’ecologia alla politica, dalla sanità ai diritti umani – rischia di divenire un’ideologia acriticamente accettata, perdendo così il suo, anzi i suoi molteplici significati.
È inizialmente da questa considerazione che probabilmente nasce il prezioso libro scritto a quattro mani da Nicole Janigro e Romano Màdera, intitolato appunto Cura.
I due autori, psicoanalisti e analisti biografici ad orientamento filosofico, sviluppano un’indagine propositivamente critica che si prende cura della cura, che riconoscono innanzitutto come aspetto fondamentale dell’umano che lo accompagna dalla nascita alle esperienze di fine vita (Janigro) e che
costituisce più radicalmente, secondo la lezione dell’etologo Eibl-Eibesfeldt, non solo la condizione
della vita sociale e individuale, ma il suo più importante fattore di evoluzione (Màdera).
Se Janigro, dopo averne accuratamente ricostruito l’ampia semantica, sceglie di indagare le modalità di questa forma di relazione che ci intesse ricostruendone in particolare il significato e l’evoluzione nella stanza d’analisi – con fondamentali aperture però a contributi di filosofi, artisti e pensatori più genericamente ascrivibili al mondo della spiritualità e nel costante rimando anche alle rivelazioni delle neuroscienze – per valorizzare in particolare i suoi sviluppi nell’approccio psicoanalitico relazionale, Màdera sceglie di muoversi dentro una prospettiva che definisce “filosofico-spirituale che renda possibile attraversare i diversi campi disciplinari e professionali, senza rimanerne catturati, anzi aprendo alle contaminazioni necessarie e rinunciando alla loro autoreferenzialità implicita”.
L’orizzonte nel quale i due si muovono è dunque comune ma con specificità peculiari che si completano vicendevolmente – forse anche per scelta editoriale.
In entrambi i casi, tuttavia, risulta evidente che anche dal punto di vista strettamente terapeutico la contaminazione dei diversi modi di intendere e declinare la cura si rivela straordinariamente utile ed efficace persino, come dimostra Màdera, nelle esperienze esemplari di “cure impossibili” o “cure dell’incurabile” testimoniate, ad esempio, da Cicely Saunders e da Edward M. Podvoll.
Noemi Satta: La cura come relazione
Ti Raccomando La Cultura, Agenzia di stampa Cult, 8 Maggio 2024
Ti Raccomando La Cultura, Agenzia di stampa Cult, 8 Maggio 2024
Noemi Satta
La cura come relazione
Nel libro “Cura. Per sé e per il mondo” Janigro, psicoanalista e psicoterapeuta, e Màdera, filosofo e fondatore di Philo – Pratiche filosofiche, esplorano la dimensione della cura portando il lettore dalla relazione con sé, alla relazione tra sé e l’altro, fino alla sfera politica, di relazione ampia con il contesto socio-politico. Indicano prospettive di pensiero e ispirazioni utili oggi per chiunque si occupi di curare e di pensare (alla cura) con cura.
IL FILO ROSSO DEL TESTO: LA CURA COME RELAZIONE
Cura di Janigro e Madera indaga in modo critico il concetto di cura e, con l’aiuto di diversi autori, partendo dalla constatazione del collasso della capacità sociale di sostenere i legami e le relazioni (Nancy Fraser [1]), osserva quanto le “potenzialità etiche delle emozioni” siano fondamento per le domande di giustizia alla base del concetto e della pratica di cura (Elena Pulcini [2]).
Lungo l’intero testo si contrasta l’identificazione della cura con azioni attinenti esclusivamente alla sfera privata e si afferma il valore di una cura relazionale, che naturalmente integra una prospettiva di affetti e passioni con la necessità di lavorare in ottica di equità e contrasto alle disuguaglianze, affermando così soprattutto la possibilità che la cura possa agire, propriamente e per sua stessa natura, nella sfera pubblica e politica.

