La filosofia come stile di vita
La filosofia come stile di vita
Introduzione alle pratiche filosofiche
La filosofia come stile di vita
Introduzione alle pratiche filosofiche
In fondo tutta la sua storia si è svolta tra dismisura e misura. Cosa ha conservato delle precedenti vite?
«La convinzione che ci sono molte cose oltre me e che questa non vuole essere un’affermazione teorica; ma appunto una pratica. Quello che ho cercato di conservare è una certa idea di utopia. Non come l’avrei pensata sul finire degli anni Sessanta, ma come la vedo oggi dopo gli errori, e le necessarie correzioni sopravvenute.
L’utopia non è un sogno che si deve realizzare; ma solo una stella polare che deve guidare il nostro can1mino. Coloro che hanno preteso di realizzare l’utopia hanno soltanto bruciato il mondo».
Romano Màdera, Luigi Vero Tarca
La filosofia come stile di vita
Introduzione alle pratiche filosofiche
Bruno Mondadori, 2003
Quando si pensa alla filosofia nell’opinione comune, ma anche tra gli stessi filosofi, la si intende quasi sempre come un discorso che esamina altri discorsi, scientifici o etici, per saggiarne l’attendibilità.
Ma la filosofia è stata, fin dalle sue origini, ricerca di saggezza che nasceva da un certo modo di vivere e si trasmetteva attraverso esercizi spirituali, un aspetto dei quali era l’attività propriamente teorica.
Il libro illustra sia alcuni dei motivi teorici per i quali questa importante dimensione è stata a lungo trascurata, sia le ragioni che rendono oggi possibile ed entusiasmante una sua riproposizione in forme adeguate al tempo presente: propone quindi un rinnovamento delle pratiche filosofiche intese come indissolubile unità di teoria e biografia, capace di attingere alla ricchezza delle origini ma anche di ricomprendere in una dimensione di verità le nuove forme di filosofia – per esempio come consulenza privata o formazione di gruppi – che si vanno diffondendo negli ultimi decenni in Europa e nel mondo.
Leggi un estratto del libro
Filosofia come esercizio e come conversione
dal Cap.2 al Cap.5 della 1° Parte
leggi l'estratto
dal Cap.2 al Cap.5 della 1° Parte
leggi l'estratto
2. Il metodo biografico come sentiero universale
La libertà di tutti è libertà di ognuno, e “ognuno” è il termine più universale, perché comprende ogni altra specificazione: di potere, di possesso, di popolo, di sesso, di generazione.
La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è incentrata sulla ripetizione della formula ” ogni individuo “, perché ogni individuo è il titolare dei diritti universali.
Molti criticano questo principio facendolo risalire all’universalità specifica dell’individuo liberale moderno, negatore di quei modi di vita che, essendo possibili solo comunitariamente, vengono con ciò elusi e perciò cancellati.
Si può in effetti concepire l’individuo portatore di biografia in un isolamento astratto dalle condizioni storiche e relazionali che lo fanno essere e diventare quello che è e che diventa. Ma qui è proposta una concezione dell’individualità che raccoglie in unità specialissima la ricchezza delle sue determinazioni sociali e, più ampiamente, culturali.
Di nuovo, è proprio il rispetto per questa qualità individuale speciale che fa guardare con sospetto al ritorno a una verità che sa di omologazione coatta, a ciò che vale per tutti e quindi per nessuno.
Ora, questo sospetto si supera se proprio la verità viene concepita come la verità che raccoglie
la verità di ognuno.
Si dirà: e quando sono in contrasto, quando esplode il conflitto? Quando il conflitto è interno alla biografia individuale, come è tipico per l’individualità moderna? La verità qui invocata non consiste certo nella soppressione, nella rimozione, nella negazione, o, ancora più radicalmente, nella denegazione di esistenza del conflitto stesso. Prima di tutto sta la difficile prova dell’accettazione.
Il conflitto guardato più a fondo, o meglio, guardato nella direzione biografica, dell’irripetibile individualità, può scoprire l’equivoco del sovrapporsi irriflesso delle prospettive di osservazione; se la prospettiva viene invece presa in attenta considerazione, e il suo contenuto guardato come ciò che quella prospettiva costituisce, e che quella prospettiva ha implicato, allora il conflitto appare non come il tentativo di negare un certo contenuto per affermarne al suo posto un altro, ma come l’atto di forza che vuole oscurare la possibilità di uno sguardo e di un contenuto diversi.
Incontri con l'autore
Ricordati di rinascere con Romano Màdera, IV puntata
La filosofia come stile di vita
Rai Radio 3 Uomini e profeti, 23 maggio 2021
- ascolta la trasmissione
La filosofia come stile di vita
Rai Radio 3 Uomini e profeti, 23 maggio 2021
- ascolta la trasmissione
Ricordati di rinascere con Romano Màdera, IV puntata
La filosofia come stile di vita
“Epicuro diceva che una e la medesima è la meditazione del ben vivere e del ben morire. Che cosa significa?
Innanzitutto questa meditazione del ben morire si fa durante la vita e serve alla vita.
E poi morire a che cosa? Morire alla riduzione della vita ai miei interessi minuscoli, che non corrispondono alla mia realtà, che è una realtà di condivisione.
In particolare era il superamento delle tre grandi passioni negative, quando erano eccessive, per l’accumulo di denaro, di potere e della fama.
A questo bisognava ben morire per poter ben vivere.”
La filosofia come stile di vita
Il nesso tra psicoanalisi e filosofia
Rai Cultura | Kum! Festival di Ancona, ottobre 2018
- guarda l'intervista
Il nesso tra psicoanalisi e filosofia
Rai Cultura | Kum! Festival di Ancona, ottobre 2018
- guarda l'intervista
La filosofia come stile di vita
Il nesso fra psicoanalisi e filosofia
Romano Màdera, intervistato da Rai Filosofia durante la II edizione del Kum! Festival, manifestazione diretta da Massimo Recalcati, tenutasi dal 18 al 21 ottobre 2018 presso la Mole Vanvitelliana di Ancona, ci parla del nesso tra la psicoanalisi e la filosofia, intesa come stile di vita, e quindi dell’importanza di recuperare la tradizione della filosofia antica.
oppure guarda su Rai Cultura
Il libro in pratica
Laura Campanello: "Ricordati di vivere - La filosofia come stile di vita"
Canale YouTube di Laura Campanello, 2 maggio 2024
Canale YouTube di Laura Campanello, 2 maggio 2024
Laura Campanello: "Ricordati di vivere - La filosofia come stile di vita"
“Cos’è utile all’uomo in quanto uomo? Come unire armoniosamente la vita quotidiana e la coscienza filosofica?” sono solo alcune delle questioni che si pone Pierre Hadot nei suoi testi e sono le domande che si pone anche Romano Màdera.
Come praticare la filosofia ritrovando la sua vocazione originaria per aprire un sentiero di saggezza che accolga le domande di senso della nostra epoca?
Questo cerco di fare per me, questo propongo a voi
Recensioni
Daria Filippi: "La filosofia come stile di vita. Introduzione alle pratiche filosofiche"
Centro Studi di Psicologia e Letteratura, fondato da Aldo Carotenuto, febbraio 2014
Centro Studi di Psicologia e Letteratura, fondato da Aldo Carotenuto, febbraio 2014
Daria Filippi: "La filosofia come stile di vita. Introduzione alle pratiche filosofiche"
(…)Questo tipo di pratica filosofica differisce da quella delle scuole antiche poiché non ci si riferisce ai dogmi di una scuola particolare, ma alle regole di comunicazione biografico-solidale (proposte da Màdera) che permettono di accostarsi alle diverse scuole filosofiche o dottrine religiose, selezionandole a partire dalle domande e necessità di ciascun percorso di vita.
Questa impostazione è chiamata da Màdera “ecumenismo biografico” e non esclude alcuna ortodossia, ma anzi la accoglie se essa riconosce pari dignità di senso ad altre dottrine nelle circostanze di vita di altre persone.Alle pratiche filosofiche come stile di vita è connaturale, secondo l’autore, la consulenza individuale.
Egli sostiene una via alla consulenza (e quindi alla formazione dei consulenti) che integri cinque modi di ricerca: la tradizione filosofica, gli insegnamenti delle tradizioni religiose sulla meditazione e contemplazione, le psicologie del profondo, i metodi della ricerca autobiografica e biografica e le regole della comunicazione biografico-solidale
1. il riferimento all’esperienza biografica è sempre presente.
2. le affermazioni dell’altro sono accolte come espressione del suo sé e delle sue credenze.
3. l’ascolto dell’altro è aperto.
4. ogni modo di vedere diverso può essere offerto come variazione dell’angolo prospettico.
5. la tentazione della distruttività nella contrapposizione confutativa deve essere sospesa e riesaminata autoanaliticamente).
In particolare Màdera considera di grande importanza la conoscenza della psicologia del profondo intesa come ricerca biografica di senso e come modo per evitare intellettualizzazioni difensive e idealizzazioni di stati patologici.
“La filosofia è sempre stata un modo di vivere, quel modo di vivere che riceveva la sua impronta dall’amore per la sapienza”.
Così esordisce Màdera, ma oggi secondo l’autore la figura del filosofo coincide con quella del professore e la pratica filosofica si riduce all’esercizio dello studio e all’insegnamento dei risultati di tale studio.
La filosofia, come viene proposta in questo scritto, rappresenta invece un diverso modo di praticarla che intende rinnovarla ritornando alla sua vocazione originaria in modo che però questa accolga le domande di senso della nostra epoca.

