Saggi

Saggi di Romano Màdera

Saggi di Romano Màdera

«Tu sei il lettore impossibile che spero dentro ogni possibile lettore. Conosco questa magia dissimulata dalla sua occorrenza quotidiana: il lettore ignaro apre la porta a sconosciuti mondi e si precipita ingolosito in altre vite, finalmente dimentico di sé. (…)

Il racconto cerca una sua conferma già nella necessità che lo fa ascoltare, è buono e vero quando è capace di risvolgere la vita di chi lo racconta e di chi lo ascolta, almeno in una qualche misura, in una storia che consola – che sta con chi è solo – che rafforza e guida attraverso le peripezie future e passate.

La Memoria, madre delle Muse, crea così il suo futuro, cioè il suo Paradiso, come un racconto, come un mito. Un futuro che sa riavvolgersi verso le origini che in esso trovano, in realtà, la loro nascita. Un mito è sempre un ben composto giardino dove si ordina il senso e, in esso, la felicità possibile – un Paradiso fatto di voci, di segni evocanti diventati diversa, e nondimeno realissima, realtà.»

da Il metodo biografico

Una spiritualità laica

La vocazione ad essere finalmente umani

In un’epoca segnata dalla secolarizzazione e dalla frammentazione del senso, Una spiritualità laica invita a riscoprire lo «spirito» come forza dinamica che anima la ricerca interiore, valorizzando le consonanze tra tradizioni diverse. E lo fa soffermandosi sul pensiero di molte figure note: da Nietzsche e Jung, passando per Ernst Bernhard e Roberto Calasso, fino ad arrivare a Martin

Lo splendore trascurato del mondo

Una mistica quotidiana

La dimensione mistica viene spesso associata a religioni o a discipline spirituali formali, eppure si tratta di un’esperienza universale accessibile a ognuno di noi. I momenti di estasi si manifestano come un «sentimento oceanico» di profonda connessione con il mondo, come slancio verso il tutto e fusione dei sensi, che trascinano la percezione del sé, sfumano i confini, aboliscono spazio e tempo.

Luther King, Thomas Merton, Thích Nhất Hạnh e Rosa Luxemburg.

Dopo i fallimenti che le religioni (ma anche le concezioni filosofiche, etiche e scientifiche) portano in eredità, si può intravedere la possibilità di una rinascita: in una spiritualità che, liberata dai «peccati strutturali» dell’etnocentrismo, del sessismo, del classismo, dell’autoritarismo e dell’antropocentrismo acritico, sia finalmente non dogmatica, aperta al confronto e radicata nell’esperienza umana universale.

(…)Nel contesto di una filosofia rinnovata – intesa non tanto come sapere intellettuale ma come schietto stile di vita – vengono proposte alcune pratiche per esercitare l’occhio a cogliere lo splendore trascurato del mondo.
Muovendo da molteplici suggestioni, questo saggio restituisce la complessità – e al contempo la disarmante naturalezza – di un fenomeno che risponde a una ricerca spirituale sempre più diffusa nella disorientata società contemporanea.

Una spiritualità laica

La vocazione ad essere finalmente umani

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In un’epoca segnata dalla secolarizzazione e dalla frammentazione del senso, Una spiritualità laica invita a riscoprire lo «spirito» come forza dinamica che anima la ricerca interiore, valorizzando le consonanze tra tradizioni diverse. E lo fa soffermandosi sul pensiero di molte figure note: da Nietzsche e Jung, passando per Ernst Bernhard e Roberto Calasso, fino ad arrivare a Martin

Luther King, Thomas Merton, Thích Nhất Hạnh e Rosa Luxemburg.

Dopo i fallimenti che le religioni (ma anche le concezioni filosofiche, etiche e scientifiche) portano in eredità, si può intravedere la possibilità di una rinascita: in una spiritualità che, liberata dai «peccati strutturali» dell’etnocentrismo, del sessismo, del classismo, dell’autoritarismo e dell’antropocentrismo acritico, sia finalmente non dogmatica, aperta al confronto e radicata nell’esperienza umana universale.

Lo splendore trascurato del mondo

Una mistica quotidiana

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La dimensione mistica viene spesso associata a religioni o a discipline spirituali formali, eppure si tratta di un’esperienza universale accessibile a ognuno di noi. I momenti di estasi si manifestano come un «sentimento oceanico» di profonda connessione con il mondo, come slancio verso il tutto e fusione dei sensi, che trascinano la percezione del sé, sfumano i

confini, aboliscono spazio e tempo.

(…)Nel contesto di una filosofia rinnovata – intesa non tanto come sapere intellettuale ma come schietto stile di vita – vengono proposte alcune pratiche per esercitare l’occhio a cogliere lo splendore trascurato del mondo.
Muovendo da molteplici suggestioni, questo saggio restituisce la complessità – e al contempo la disarmante naturalezza – di un fenomeno che risponde a una ricerca spirituale sempre più diffusa nella disorientata società contemporanea.

Il metodo biografico

come formazione, cura, filosofia

Come cercare una direzione, significativa per la nostra esperienza di vita, nelle pratiche di formazione e di cura?

Come orientarsi nel labirinto delle proposte che si illudono di evitare la domanda di senso?

Nel caos delle mode culturali e dei residuati ideologici, possiamo ripartire da quello che ci resta: da noi stessi, dalla vita in prima persona (bio) che è inscritta (grafia) nella storia sociale, nel romanzo

Nicole Janigro, Romano Màdera

Cura

per sé e per il mondo

Questo agile saggio, scritto a quattro mani, intende proporsi come un dialogo a due voci, un confronto aperto, una sollecitazione ricca di stimoli su una parola quanto mai attuale ma purtroppo anche abusata quale cura.

Sembra che tutto sia cura e tutto vada curato. Ma quali sono i fondamentali del prendersi cura? Da sempre cura significa esercitare attenzione anche a ciò che 

familiare, nei riferimenti culturali, nelle tracce psichiche profonde.

Il metodo biografico chiama direttamente l’autore che lo propone a un serrato confronto con la propria storia e con il proprio percorso di analisi e di autoanalisi, con le immagini dei sogni e dei quadri di sabbia.

Ogni biografia è intrisa dei grandi racconti di senso, dei miti, spesso inconsapevoli, che l’esperienza di una vita pensata mette di nuovo alla prova.

Farne un metodo significa cercare di prendersi sul serio. E invitare altri a una formazione e a una cura che non considerino niente di ciò che è umano estraneo a nessun individuo.

appare casuale o addirittura secondario, assumersi rischi e nutrire fiducia. Proprio perché nella cura e nell’educazione sta la radice per un discorso serio e consapevole sull’umano dalla prima infanzia alla fine della vita, ogni sapere – scientifico e umanistico – è convocato a cooperare in una prospettiva transdisciplinare per definire un percorso verso un concetto di cura più consapevole e maturo.

Il metodo biografico

come formazione, cura, filosofia

RM-Il-metodo-biografico

Come cercare una direzione, significativa per la nostra esperienza di vita, nelle pratiche di formazione e di cura?

Come orientarsi nel labirinto delle proposte che si illudono di evitare la domanda di senso?

Nel caos delle mode culturali e dei residuati ideologici, possiamo ripartire da quello che ci resta: da noi stessi, dalla vita in prima persona (bio) che è inscritta (grafia) nella storia sociale, nel romanzo

familiare, nei riferimenti culturali, nelle tracce psichiche profonde.

Il metodo biografico chiama direttamente l’autore che lo propone a un serrato confronto con la propria storia e con il proprio percorso di analisi e di autoanalisi, con le immagini dei sogni e dei quadri di sabbia.

Ogni biografia è intrisa dei grandi racconti di senso, dei miti, spesso inconsapevoli, che l’esperienza di una vita pensata mette di nuovo alla prova.

Farne un metodo significa cercare di prendersi sul serio. E invitare altri a una formazione e a una cura che non considerino niente di ciò che è umano estraneo a nessun individuo.

Nicole Janigro, Romano Màdera

Cura

per sé e per il mondo

RM-Cura

Questo agile saggio, scritto a quattro mani, intende proporsi come un dialogo a due voci, un confronto aperto, una sollecitazione ricca di stimoli su una parola quanto mai attuale ma purtroppo anche abusata quale cura.

Sembra che tutto sia cura e tutto vada curato. Ma quali sono i fondamentali del prendersi cura? Da sempre cura significa esercitare attenzione anche a ciò che appare casuale o addirittura secondario, assumersi rischi e nutrire fiducia. Proprio perché nella cura e nell’educazione sta la radice per un discorso serio e consapevole sull’umano dalla prima infanzia alla fine della vita, ogni sapere – scientifico e umanistico – è convocato a cooperare in una prospettiva transdisciplinare per definire un percorso verso un concetto di cura più consapevole e maturo.

La carta del senso

Psicologia del profondo e vita filosofica

La nostra è un’epoca di grande disorientamento: un affannato stordimento si accompagna a decisioni sempre revocabili e confuse, la misura psichica e spirituale dell’esperienza è turbata.

La necessità di ricercare una “carta del senso” nasce dalla duplice esigenza di rispondere all’incertezza e di esercitare la propria libertà. 

Identificare un percorso capace di reggere 

La filosofia come stile di vita

Introduzione alle pratiche filosofiche

Bruno Mondadori, 2003

Quando si pensa alla filosofia nell’opinione comune, ma anche tra gli stessi filosofi, la si intende quasi
sempre come un discorso che esamina altri discorsi, scientifici o etici, per saggiarne l’attendibilità.

Ma la filosofia è stata, fin dalle sue origini, ricerca di saggezza che nasceva da un certo modo di vivere e si trasmetteva attraverso esercizi spirituali, un aspetto dei quali era l’attività propriamente teorica.

le asprezze della vita significa infatti portare alla luce la verità di se stessi uscendo dalla prigione del proprio io angusto per trascendersi nel mondo. Nel solco di un rinnovamento della saggezza antica, l’autore delinea una via percorribile nella vita personale e nella vita pubblica, mettere a frutto i saperi della psicologia del profondo e quelli della filosofia intesa come modo di vivere, a partire da Cari Gustav Jung e da Pierre Hadot.

Il libro illustra sia alcuni dei motivi teorici per i quali questa importante dimensione è stata a lungo trascurata, sia le ragioni che rendono oggi possibile ed entusiasmante una sua riproposizione in forme adeguate al tempo presente: propone quindi un rinnovamento delle pratiche filosofiche intese come indissolubile unità di teoria e biografia, capace di attingere alla ricchezza delle origini ma anche di ricomprendere in una dimensione di verità le nuove forme di filosofia – per esempio come consulenza privata o formazione di gruppi – che si vanno diffondendo negli ultimi decenni in Europa e nel mondo.

La carta del senso

Psicologia del profondo e vita filosofica

RM-La-carta-del-sendo

La nostra è un’epoca di grande disorientamento: un affannato stordimento si accompagna a decisioni sempre revocabili e confuse, la misura psichica e spirituale dell’esperienza è turbata.

La necessità di ricercare una “carta del senso” nasce dalla duplice esigenza di rispondere all’incertezza e di esercitare la propria libertà. 

Identificare un percorso capace di reggere le asprezze della vita significa infatti portare alla luce la verità di se stessi uscendo dalla prigione del proprio io angusto per trascendersi nel mondo. Nel solco di un rinnovamento della saggezza antica, l’autore delinea una via percorribile nella vita personale e nella vita pubblica, mettere a frutto i saperi della psicologia del profondo e quelli della filosofia intesa come modo di vivere, a partire da Cari Gustav Jung e da Pierre Hadot.

La filosofia come stile di vita

Introduzione alle pratiche filosofiche

RM-La-filosofia-come-stile-di-vita

Bruno Mondadori, 2003

Quando si pensa alla filosofia nell’opinione comune, ma anche tra gli stessi filosofi, la si intende quasi
sempre come un discorso che esamina altri discorsi, scientifici o etici, per saggiarne l’attendibilità.

Ma la filosofia è stata, fin dalle sue origini, ricerca di saggezza che nasceva da un certo modo di vivere e si trasmetteva attraverso esercizi spirituali, un aspetto dei quali era l’attività propriamente teorica.

Il libro illustra sia alcuni dei motivi teorici per i quali questa importante dimensione è stata a lungo trascurata, sia le ragioni che rendono oggi possibile ed entusiasmante una sua riproposizione in forme adeguate al tempo presente: propone quindi un rinnovamento delle pratiche filosofiche intese come indissolubile unità di teoria e biografia, capace di attingere alla ricchezza delle origini ma anche di ricomprendere in una dimensione di verità le nuove forme di filosofia – per esempio come consulenza privata o formazione di gruppi – che si vanno diffondendo negli ultimi decenni in Europa e nel mondo.

Gordon Cappelletty, Romano Màdera

Il caos del mondo e il caos degli affetti

Claudiana, 2020

Nell’era in cui l’unica regola è non avere regole, il sesso, da proibito al di fuori dal legame legalizzato contrattualmente (o sacramentalizzato per cattolici e ortodossi), è diventato merce-documento-informazione che primeggia nelle classifiche del giro d’affari internazionale della rete, ed è è

Il nudo piacere di vivere

La filosofia come terapia dell'esistenza

Lindau, 2025

Il nudo piacere di vivere è la condizione di vita più semplice. Richiede soltanto la pura esistenza, l’energia della sopravvivenza presente in tutti gli esseri viventi. E insieme, al contrario, il nudo piacere di vivere è la condizione di vita più complessa. Richiede un esercizio costante della mente in pensieri, sentimenti, educazione della percezione.

sfruttato come richiamo in modo più o meno esplicito in un’infinità di altre merci e servizi.

La prima parte del volume, curata da Gordon Cappelletty, analizza la situazione di crisi e di trauma rispetto alle relazioni umane per mostrarne le potenzialità positive di trasformazione.

La seconda parte, di Romano Màdera, tocca le nuove forme di relazioni amorose inquadrate nel passaggio storico del caos socio-economico, per poi interrogarsi sull’interpretazione psicoanalitica e sulle possibili risposte offerte dalla simbolica dell’ebraismo e del cristianesimo.

(…)Ma nel mondo degli amori – basta guardare alla frequenza delle rotture, alla biografia sentimentale delle persone, all’oceano di scontento e di dolore che le accompagna – sembra che la maggiore libertà si accompagni a una confusione nel sentire, a decisioni sempre sull’orlo della revoca, a un affievolirsi snervante di ogni capacità di mantenere e di costruire.

Nasce dall’attenzione, dalla calibrata misura e dal discernimento dei desideri e delle avversioni. Tuttavia può rivelarsi all’improvviso, come un colpo di fulmine, come un amore che ti rapisce in un istante e solo dopo averti conquistato si lascia, a fatica e controvoglia, seguire nel labirinto delle impressioni del passato, nelle fantasticherie di futuro, nelle costruzioni che mille desideri e mille mancanze hanno composto in figure appena accennate, in cui si sono sciolte e raccolte le più disparate aspettative di bene e di bello.

Gordon Cappelletty, Romano Màdera

Il caos del mondo e il caos degli affetti

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Claudiana, 2020

Nell’era in cui l’unica regola è non avere regole, il sesso, da proibito al di fuori dal legame legalizzato contrattualmente (o sacramentalizzato per cattolici e ortodossi), è diventato merce-documento-informazione che primeggia nelle classifiche del giro d’affari internazionale della rete, ed è è sfruttato come richiamo in modo più o meno esplicito in un’infinità di altre merci e servizi.

La prima parte del volume, curata da Gordon Cappelletty, analizza la situazione di crisi e di trauma rispetto alle relazioni umane per mostrarne le potenzialità positive di trasformazione.

La seconda parte, di Romano Màdera, tocca le nuove forme di relazioni amorose inquadrate nel passaggio storico del caos socio-economico, per poi interrogarsi sull’interpretazione psicoanalitica e sulle possibili risposte offerte dalla simbolica dell’ebraismo e del cristianesimo.

(…)Ma nel mondo degli amori – basta guardare alla frequenza delle rotture, alla biografia sentimentale delle persone, all’oceano di scontento e di dolore che le accompagna – sembra che la maggiore libertà si accompagni a una confusione nel sentire, a decisioni sempre sull’orlo della revoca, a un affievolirsi snervante di ogni capacità di mantenere e di costruire.

Il nudo piacere di vivere

La filosofia come terapia dell'esistenza

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Lindau, 2025

Il nudo piacere di vivere è la condizione di vita più semplice. Richiede soltanto la pura esistenza, l’energia della sopravvivenza presente in tutti gli esseri viventi. E insieme, al contrario, il nudo piacere di vivere è la condizione di vita più complessa. Richiede un esercizio costante della mente in pensieri, sentimenti, educazione della percezione.

Nasce dall’attenzione, dalla calibrata misura e dal discernimento dei desideri e delle avversioni. Tuttavia può rivelarsi all’improvviso, come un colpo di fulmine, come un amore che ti rapisce in un istante e solo dopo averti conquistato si lascia, a fatica e controvoglia, seguire nel labirinto delle impressioni del passato, nelle fantasticherie di futuro, nelle costruzioni che mille desideri e mille mancanze hanno composto in figure appena accennate, in cui si sono sciolte e raccolte le più disparate aspettative di bene e di bello.

Sconfitta e utopia

Identità e feticismo attraverso Marx e Nietzsche

È all’interno del nodo che lega teoria del feticismo e teoria del valore che risiede la fondazione, secondo Marx, della teoria rivoluzionaria. È proprio a questo fondamento che deve mirare la critica: sotto le vesti della teoria bisogna infatti procedere, ormai, a fare i conti con il fallimento pratico di un progetto di liberazione che, in quanto tale, è rimasto soltanto una vaga intuizione. 

A cinquant’anni dal 1968, Romano Màdera – 

L'alchimia ribelle

La crisi della modernità, la postmodernità, ha travolto nella rassegnazione ogni opposizione a una civiltà che si lascia guidare solo dalla insensata accumulazione di cose, e al cui servizio le persone sono chiamate a cancellare se stesse? Questo libro prova a iniziare un diverso cammino, chiamando a raccolta le scintille ribelli disperse in concezioni e in pratiche del mondo a prima vista distanti fra loro: un sincretismo ispirato alla realizzazione di sé nella solidarietà con lo straniero fuori di noi

filosofo e psicoanalista che di quella sinistra extraparlamentare fu una delle anime (fondatore del gruppo “Gramsci” e redattore di “Rosso”) – riprende e aggiorna le considerazioni formulate in uno dei suoi più noti scritti post-sessantottini (Identità e feticismo, 1977) per osservare dalla giusta distanza cosa è rimasto di quella magnifica illusione. Oggi, in un mondo dominato da una globalizzazione che affossa le classi subalterne, viene da domandarsi se le categorie marxiane non siano divenute radicalmente inadatte, con l’insistere sui concetti di classe e di coscienza di classe, a descrivere i bisogni qualitativi che, in modo confuso, magmatico, hanno comunque risvegliato una speranza di liberazione dentro la storia contemporanea.

e con l’altro dentro di noi. Si susseguono così i temi dell’identità e della città planetaria della religione, idolatrica e inconsapevole, del denaro, di una spiritualità libera dall’asservimento allo stato di cose presenti, di una interrogazione della psiche profonda che inquieta le costruzioni del calcolo razionale.

Per questa nuova concezione dell’antropologia filosofica la contraddizione non segnala il venir meno di ogni possibilità di discorso, anzi, in essa si esprime la libertà, creativa e distruttiva, della cultura come radice vitale dell’umanità.

Per tutti quelli che hanno vissuto quel meraviglioso “sogno” e che hanno ancora oggi la forza di continuare a sperare!

Sconfitta e utopia

Identità e feticismo attraverso Marx e Nietzsche

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È all’interno del nodo che lega teoria del feticismo e teoria del valore che risiede la fondazione, secondo Marx, della teoria rivoluzionaria. È proprio a questo fondamento che deve mirare la critica: sotto le vesti della teoria bisogna infatti procedere, ormai, a fare i conti con il fallimento pratico di un progetto di liberazione che, in quanto tale, è rimasto soltanto una vaga intuizione. 

A cinquant’anni dal 1968, Romano Màdera – filosofo e psicoanalista che di quella sinistra extraparlamentare fu una delle anime (fondatore del gruppo “Gramsci” e redattore di “Rosso”) – riprende e aggiorna le considerazioni formulate in uno dei suoi più noti scritti post-sessantottini (Identità e feticismo, 1977) per osservare dalla giusta distanza cosa è rimasto di quella magnifica illusione. Oggi, in un mondo dominato da una globalizzazione che affossa le classi subalterne, viene da domandarsi se le categorie marxiane non siano divenute radicalmente inadatte, con l’insistere sui concetti di classe e di coscienza di classe, a descrivere i bisogni qualitativi che, in modo confuso, magmatico, hanno comunque risvegliato una speranza di liberazione dentro la storia contemporanea.

L'alchimia ribelle

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La crisi della modernità, la postmodernità, ha travolto nella rassegnazione ogni opposizione a una civiltà che si lascia guidare solo dalla insensata accumulazione di cose, e al cui servizio le persone sono chiamate a cancellare se stesse? Questo libro prova a iniziare un diverso cammino, chiamando a raccolta le scintille ribelli disperse in concezioni e in pratiche del mondo a prima vista distanti fra loro: un sincretismo ispirato alla realizzazione di sè nella solidarietà con lo straniero fuori di noi e con l’altro dentro di noi. Si susseguono così i temi dell’identità e della città planetaria della religione, idolatrica e inconsapevole, del denaro, di una spiritualità libera dall’asservimento allo stato di cose presenti, di una interrogazione della psiche profonda che inquieta le costruzioni del calcolo razionale.

Per questa nuova concezione dell’antropologia filosofica la contraddizione non segnala il venir meno di ogni possibilità di discorso, anzi, in essa si esprime la libertà, creativa e distruttiva, della cultura come radice vitale dell’umanità.

Per tutti quelli che hanno vissuto quel meraviglioso “sogno” e che hanno ancora oggi la forza di continuare a sperare!

L'animale visionario

Elogio del radicalismo

Il Saggiatore, 1999

Il mondo e la società in cui viviamo ci vengono presentati come i migliori possibili: il modello occidentale ha trionfato ovunque, il mercato globale spadroneggia e chi critica la situazione è visto come un inguaribile nostalgico o un ostacolo per il progresso. Ma si può davvero affermare, oggi, che la cultura di opposizione ha fallito? La realtà che ci circonda è davvero così perfetta e soddisfacente da non necessitare alcun confronto critico?

Paolo Jedlowski, Romano Màdera

Racconti di racconti

Una conversazione

Traendo spunto dall’ampia esperienza didattica, filosofica e psicoterapeutica dei suoi autori, questo libro offre un’indagine sulla nozione di meta-narrazione, evidenziandone l’onnipresenza nelle pratiche comunicative, sia quelle legate al mondo della letteratura sia quelle quotidiane.

L'animale visionario

Elogio del radicalismo

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Il Saggiatore, 1999

Il mondo e la società in cui viviamo ci vengono presentati come i migliori possibili: il modello occidentale ha trionfato ovunque, il mercato globale spadroneggia e chi critica la situazione è visto come un inguaribile nostalgico o un ostacolo per il progresso. Ma si può davvero affermare, oggi, che la cultura di opposizione ha fallito? La realtà che ci circonda è davvero così perfetta e soddisfacente da non necessitare alcun confronto critico?

Paolo Jedlowski, Romano Màdera

Racconti di racconti

Una conversazione

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Traendo spunto dall’ampia esperienza didattica, filosofica e psicoterapeutica dei suoi autori, questo libro offre un’indagine sulla nozione di meta-narrazione, evidenziandone l’onnipresenza nelle pratiche comunicative, sia quelle legate al mondo della letteratura sia quelle quotidiane.

Carl Gustav Jung

L'opera al rosso

Feltrinelli , 2016

Ogni vita umana chiede di essere salvata. Ogni vita umana si fa strada nel mondo impersonale delle convenzioni, si scava nella pietra refrattaria dei conformismi, si mette in cerca della voce segreta che la chiama a spogliarsi di ciò che è noto ma non le appartiene, per assumere fino in fondo ciò che le appartiene ma non conosce ancora. È sull’onda di questa idea di salvezza che Romano Màdera rivisita il pensiero di Carl Gustav Jung, mettendo al centro della sua rilettura il documento più  

Carl Gustav Jung

Biografia e teoria

Bruno Mondadori, 1998

Questo volume costituisce una guida innovativa e ricca al pensiero e alla pratica di Carl Gustav Jung.

La sua riflessione ha coniugato la passione moderna per l’analisi e la djfferenziazione delle facolià e delle pulsioni della psiche con l’ascollo della voce arcaica dell’uomo, una voce che parla attraverso le immagini originarie (gli archetipi) che si sono sedimentate nell’inconscio collettivo della nostra specie.

enigmatico dell’intera opera junghiana, quel Libro rosso che lo psicoanalista svizzero aveva composto in una stagione segnata dal travaglio interiore e dalla necessità drammatica della trasformazione della propria vita come del proprio pensiero. Màdera rilegge con pazienza e audacia queste pagine sconcertanti e personalissime
regalandoci una rivisitazione profondamente filosofica e quasi sapienziale del lascito junghiano. E ci dona un libro capace di misurarsi in maniera radicale con gli enigmi tutti umani del sacro come potenza di trasformazione, della morte interiore come fuga dai pericoli della  metamorfosi, della rinascita come incalcolabile avventura del divenire se stessi.

Per coerenza e fedeltà alla sua esperienza dell’inconscio e alla sua vocazione di psichiatra e di analista, Jung si è spinto su quella soglia della psiche che sembra rinnovare, per l’anima moderna, l’an1ica impresa delle scuole e delle vie di salvezza filosofiche e religiose.

Il saggio è di difficile reperimento.

Nel caso possa esserti utile per attività professionali o di personale approfondimento, puoi fare richiesta all’Autore per riceverne una copia digitale

Carl Gustav Jung

L'opera al rosso

RM-Carl-Gustav-Jung

Feltrinelli , 2016

Ogni vita umana chiede di essere salvata. Ogni vita umana si fa strada nel mondo impersonale delle convenzioni, si scava nella pietra refrattaria dei conformismi, si mette in cerca della voce segreta che la chiama a spogliarsi di ciò che è noto ma non le appartiene, per assumere fino in fondo ciò che le appartiene ma non conosce ancora. È sull’onda di questa idea di salvezza che Romano Màdera rivisita il pensiero di Carl Gustav Jung, mettendo al centro della sua rilettura il documento più enigmatico dell’intera opera junghiana, quel Libro rosso che lo psicoanalista svizzero aveva composto in una stagione segnata dal travaglio interiore e dalla necessità drammatica della trasformazione della propria vita come del proprio pensiero. Màdera rilegge con pazienza e audacia queste pagine sconcertanti e personalissime
regalandoci una rivisitazione profondamente filosofica e quasi sapienziale del lascito junghiano. E ci dona un libro capace di misurarsi in maniera radicale con gli enigmi tutti umani del sacro come potenza di trasformazione, della morte interiore come fuga dai pericoli della  metamorfosi, della rinascita come incalcolabile avventura del divenire se stessi.

Carl Gustav Jung

Biografia e teoria

RM-Carl-Gustav-Jung-Biografia

Bruno Mondadori, 1998

Questo volume costituisce una guida innovativa e ricca al pensiero e alla pratica di Carl Gustav Jung.

La sua riflessione ha coniugato la passione moderna per l’analisi e la djfferenziazione delle facolià e delle pulsioni della psiche con l’ascollo della voce arcaica dell’uomo, una voce che parla attraverso le immagini originarie (gli archetipi) che si sono sedimentate nell’inconscio collettivo della nostra specie.

Per coerenza e fedeltà alla sua esperienza dell’inconscio e alla sua vocazione di psichiatra e di analista, Jung si è spinto su quella soglia della psiche che sembra rinnovare, per l’anima moderna, l’an1ica impresa delle scuole e delle vie di salvezza filosofiche e religiose.

Il saggio è di difficile reperimento.

Nel caso possa esserti utile per attività professionali o di personale approfondimento, puoi fare richiesta all’Autore per riceverne una copia digitale

Una filosofia per l'anima

All’incrocio di psicologia analitica e pratiche filosofiche

a cura di Chiara Mirabelli

Autori di Philo, 2019

Quale cornice di senso rende possibile accompagnare diverse mentalità, opzioni ideali ed etiche, condividendone la ricerca di espressione e riconoscimento – la cura delle scissioni – senza dover rinunciare alle proprie convinzioni o, all’opposto, senza dover confutare l’altro per evitare finzioni e collusive manipolazioni? Durante gli anni questa domanda è stata al centro dei miei tentativi di pensare la possibilità stessa

Formazione

I Metodi, Cap.27
Pratiche filosofiche

Il termine pratiche filosofiche può essere usato secondo diverse accezioni che si possono ordinare secondo due prospettive: secondo la prima è sinonimo di un modo di concepire la filosofia che nasce con la filosofia greca antica, in quanto unità inscindibile di un modo di vivere ispirato a un discorso filosofico; nella seconda prospettiva, per pratiche filosofiche si può intendere il recente utilizzo della filosofia nella attività di consulenza individuale o di

dell’analisi psicologica, se si vuole rispettare l’autonomia di pensiero e di attribuzione di valore da parte dell’altro. Ma la stessa questione si è posta fin dall’inizio del tentativo di rinnovare la filosofia praticandola come modo di vivere (…).
I saggi raccolti nelle pagine che seguono non costituiscono una trattazione organica di questi temi, compito affidato a un altro libro, ‘La carta del senso. Psicologia del profondo e vita filosofica’. Ne segnano però, secondo approcci diversi a modo loro in sé compiuti, il percorso di preparazione. Più che pensarli secondo la linearità progressiva delle pagine, andrebbero letti come approssimazioni parziali a uno stesso contenuto, accennato in questa introduzione. Come se ogni saggio fosse un microcosmo che, secondo caratteristiche specifiche, riprendesse e rimodulasse uno stesso centro.

gruppo. Il termine viene anche usato nella sua estensione plurale per designare attività che hanno in comune l’ope-ratività della filosofia in diversi campi della vita quotidiana e professionale. Nell’accezione che rimanda alla filosofia antica, l’unità del modo di vivere e del discorso significa che la filosofia si caratterizza per il riferimento del pensiero alla vita. La motivazione, la giustificazione e la messa alla prova critica del modo di vivere sono le funzioni irrinunciabili del discorso filosofico. Al tempo stesso il modo di vivere eccede ogni discorso, sia nel momento della scelta che nel concreto del suo dispiegarsi. Questo modo di vedere è riapparso in tutta chiarezza attraverso l’opera di Pierre Hadot, che ha riletto alla sua luce la storia della filosofia antica e ha proposto questa concezione della filosofia come un orientamento valido anche per il presente.

Una filosofia per l'anima

All’incrocio di psicologia analitica e pratiche filosofiche

a cura di Chiara Mirabelli

RM-Una-filosofia-per-lanima

Autori di Philo, 2019

Quale cornice di senso rende possibile accompagnare diverse mentalità, opzioni ideali ed etiche, condividendone la ricerca di espressione e riconoscimento – la cura delle scissioni – senza dover rinunciare alle proprie convinzioni o, all’opposto, senza dover confutare l’altro per evitare finzioni e collusive manipolazioni? Durante gli anni questa domanda è stata al centro dei miei tentativi di pensare la possibilità stessa dell’analisi psicologica, se si vuole rispettare l’autonomia di pensiero e di attribuzione di valore da parte dell’altro. Ma la stessa questione si è posta fin dall’inizio del tentativo di rinnovare la filosofia praticandola come modo di vivere (…).
I saggi raccolti nelle pagine che seguono non costituiscono una trattazione organica di questi temi, compito affidato a un altro libro, ‘La carta del senso. Psicologia del profondo e vita filosofica’. Ne segnano però, secondo approcci diversi a modo loro in sé compiuti, il percorso di preparazione. Più che pensarli secondo la linearità progressiva delle pagine, andrebbero letti come approssimazioni parziali a uno stesso contenuto, accennato in questa introduzione. Come se ogni saggio fosse un microcosmo che, secondo caratteristiche specifiche, riprendesse e rimodulasse uno stesso centro.

I Metodi, Cap.27
Pratiche filosofiche

RM-Formazione-Metodi

Il termine pratiche filosofiche può essere usato secondo diverse accezioni che si possono ordinare secondo due prospettive: secondo la prima è sinonimo di un modo di concepire la filosofia che nasce con la filosofia greca antica, in quanto unità inscindibile di un modo di vivere ispirato a un discorso filosofico; nella seconda prospettiva, per pratiche filosofiche si può intendere il recente utilizzo della filosofia nella attività di consulenza individuale o di gruppo. Il termine viene anche usato nella sua estensione plurale per designare attività che hanno in comune l’ope-ratività della filosofia in diversi campi della vita quotidiana e professionale. Nell’accezione che rimanda alla filosofia antica, l’unità del modo di vivere e del discorso significa che la filosofia si caratterizza per il riferimento del pensiero alla vita. La motivazione, la giustificazione e la messa alla prova critica del modo di vivere sono le funzioni irrinunciabili del discorso filosofico. Al tempo stesso il modo di vivere eccede ogni discorso, sia nel momento della scelta che nel concreto del suo dispiegarsi. Questo modo di vedere è riapparso in tutta chiarezza attraverso l’opera di Pierre Hadot, che ha riletto alla sua luce la storia della filosofia antica e ha proposto questa concezione della filosofia come un orientamento valido anche per il presente.